domenica 4 luglio 2010

Mediterraneo

Sicurezza. Sicurezza. E sicurezza. Poi costo di viaggio contenuto. Comodita' di strutture buone o "abbastanza" buone al mare. Infine in pole position - davanti a tutto e a tutti - la montagna.

Estate 2010 quasi tutto esaurito a budget dimezzato grazie all' Advanced Booking (a gennaio - febbraio) e al Last Second (2 giorni prima di partire).

Il riequilibrio del dollaro rafforza le destinazioni italiane e europee. Ma anche il Mediterraneo va bene (anche se per i più timorosi la sicurezza lascia a desiderare).

E poi viva la montagna, perche' se il mare e' quasi fungibile, di Dolomiti ce n'e' una sola al mondo.
E gli americani che andavano in Florida e nel Golfo del Messico dove si sposteranno?




Cordiali saluti
Raffaello Zanini

Il modo più pratico e veloce di contattarmi è inviarmi
una mail che leggo anche sul palmare.

dr Raffaello Zanini
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giovedì 10 giugno 2010

I valori degli immobili alberghieri torneranno a crescere

Oggi 10 giugno abbiamo partecipato ad un interessante convegno organizzato da AICA durante la fiera EIRE, a Milano.
C'era un'aria piuttosto mesta, perchè le cose non vanno bene. Così come c'era un'aria ancora euforica alla fine del 2007 quando le cose invece si stavano mettendo male.

Ricordo benissimo a settembre 2007, un mio partner, che lavora in una banca privata inglese, dirmi che non riusciva a chiudere più le operazioni che prima faceva in un mese, perchè "le banche non si fidano più le une delle altre".

Poi, un anno dopo, la crisi.

Oggi mi sento di poter dire che invece le cose fra 24 mesi saranno diverse, in positivo, per tre motivi.

a) Negli ultimi due anni si è completata la costruzione dei nuovi hotel che erano stati programmati. Altri si stanno completando a rilento. Nuovi hotel in vista non ce ne sono.

b) La crisi sta facendo pulizia sia di hotel vecchi che di hotel nuovi. Peccato vedere quello spreco di risorse. Mi sono laureato in urbanistica 30 anni fa e in trent'anni una vera programmazione del territorio non si è mai fatta. Comunque. Hotel bruttarelli e vecchiotti (obsoleti) usciranno dal mercato perchè oggi allo stesso prezzo puoi dormire in un 4 stelle nuovo. Hotel nuovi sbagliati dovranno essere segnati a perdita.

c) Il turismo tornerà. In 24 mesi ci ritroveremo tutto il turismo che avevamo previsto e che non abbiamo ancora ricevuto... indiano, cinese, russo, brasiliano. Se qualcuno prende la valigia e va a cercarlo, e se gli albergatori si attrezzano in termini di cultura e di servizi per accoglierlo.
Però tornerà.

Quindi le aziende alberghiere torneranno a fare utili, dopo la riorganizzazione dei costi imposta dalla crisi. Saranno in grado di pagare affitti crescenti ed i valori immobiliari torneranno quelli precrisi. Ovviamente non di tutti gli hotel, di quelli che ce la faranno.

Quindi sono e resto ottimista.

lunedì 7 giugno 2010

Investitori confusi

Lo scudo fiscale ha certamente liberato risorse prima chiuse nelle gabbie svizzere o monegasche.

Cento miliardi di Euro che oggi potrebbero trovare una collocazione in Italia.

Ipotizzando una media di 5 milioni per investitore, immagino vi siano almeno 20mila persone che si stanno chiedendo dove investire nel migliore dei modi il proprio capitale.

Tra le possibilita' c'e' anche l'investimento nel settore turistico alberghiero.
Con le seguenti avvertenze.

1. Investire per ottenere una rendita "certa" (oggi si parla del 6%) e' difficile perche' i valori immobiliari restano elevati, nonostante il calo della redditivita' dell'attivita' alberghiera.

2. Molto meglio allora investire anche somme relativamente piccole in fondi con un portafoglio ampio di beni, che garantisca una redditivita' media, con un rischio contenuto grazie alla diversificazione.

3. Nel caso si voglia acquistare un immobile alberghiero o avviare una iniziativa nuova, suggerisco (perche' io la preferisco) di prevederne la gestione diretta attraverso una societa' di management. Si ottiene cosi' un'alta remunerazione del capitale riducendo il rischio di una gestione non professionale.

4. Per ottenere una redditivita' più elevata, tipica delle operazioni di sviluppo, e contemporaneamente contenere il rischio diversificando, starebbe bene investire in fondi che si occupano esattamente di questo.

5. Per quanto riguarda le zone geografiche ove investire ne ho scritto altre volte (India, Brasile, Dalmazia, Montenegro in primis). Per restare all'Italia, certamente restano molto ambite Milano e Roma (con prezzi comunque elevati) eppoi molte aree turistiche - a molti piacciono la Puglia e la Sicilia.

6. Si tratta di capire come evolveranno i gusti dei viaggiatori e le attrattivita' delle destinazioni.
Andando per forza riducendosi i clienti L (lusso), nel prossimo futuro due sono i gruppi che aumenteranno il consumo turistico. I clienti della fascia alta che richiedono un ottimo prodotto (5 o 4 stelle superior) al prezzo del 4 stelle, data la crescente concorrenza. E i clienti Low Cost.

7. Insisto da un po' di tempo sulla necessita' di captare il turismo cinese, brasiliano e specialmente indiano. Mi auguro che i nostri governanti e dirigenti di catena si stiano attrezzando.

8. In modo trasversale c'e' poi tutto il tema della sostenibilita', del contenimento dei costi soprattutto energetici degli hotel (green hotel, ecolabel, ecc). Anche su questo l'Italia appare in ritardo.

N. B. Io resto molto positivo sul turismo italiano. E' uno dei settori che naturalmente costituiscono un volano delle attivita' economiche. Dovremmo pero' avere un'ottica di maggiore programmazione e coordinamento. Lo dicono molti. Ora bisogna farlo.
Cordiali saluti
Raffaello Zanini

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sabato 22 maggio 2010

Contro l' Inter

La notizia di oggi parla di Inter, che stasera si batte contro il Bayern Monaco.
Sembra - ce lo dicono i giornali fatti da giornalisti sempre meno credibili - che una parte del pubblico italiano invece di tifare per la squadra italiana tifi CONTRO.

Era già successo qualche settimana fa quando i laziali tifavano contro la LAZIO e a favore dell'Inter perchè così .... la ROMA avrebbe perso lo scudetto.

Credo sia ora di finirla di tifare contro... ma di iniziare a tifare pro.

Il mondo è popolato da animali (economici) sempre più grandi, e se noi italiani non iniziamo a fare squadra probabilmente verremo mangiati in un sol boccone.
Fonti certe mi raccontano che in questo momento di crisi ci sono gruppi esteri che stanno comprando pezzi dell'economia nazionale a prezzi di saldo.

Mi chiedo... e poi? Che futuro avranno i nostri figli ed i nostri nipoti?

Quindi è davvero ora di ricominciare a pensare al "gruppo" al "team", delle aziende italiane o delle aziende europee, per andare alla conquista dei mercati.

India, Brasile, Russia, ma anche posti meno citati e comunque in crescita: basti pensare al Vietnam.

Noi italiani abbiamo delle eccellenze che nessuno riesce a copiare.
Però in un gioco di squadra non c'è spazio per i furbi, invece molti degli italiani sono "furbi", hanno avuto successo in quanto "furbi".

Ecco perchè è più difficile. "Furbo" è chi ti convince e sotto sotto ti frega. Ma se lo scopo del team è "vincere" con un competitore estero, allora nel team i furbi sono un freno al successo del gruppo.

Il progetto HOTEL EXPERIENCE continua. Dall'anno prossimo potremmo pensare a portarlo all'estero. Senza furbi.

domenica 2 maggio 2010

Guardare all'India

Guardiamo a sud est.

Nel novembre 2007 ho scritto l'articolo che è poi stato pubblicato su un paio di riviste. Parlavo delle opportunità di lavoro in India sia per chi investe in immobili sia per chi lavora nel turismo.
Inascoltato.
Certo in quel momento il mercato interno europeo andava ancora bene, gonfiato dalla speculazione finanziaria, da investimenti senza basi, da banche che non facevano il loro mestiere.

Però c'è da dire che anche i nostri imprenditori del turismo erano piuttosto fermi.

Forse ora di fronte alla botte che il mercato sta riservando loro hanno iniziato a muoversi.

Anche noi abbiamo iniziato a farlo.

Proprio pochi giorni fa abbiamo ricevuto nei nostri uffici il titolare ed i project manager indiani che si stanno occupando della costruzione del secondo di 5 Le Meridien in India, tutti di loro proprietà.

Il resoconto dell'incontro con la foto ricordo lo si trova qui.

Vediamo che passi in avanti riusciremo a fare.

Il prossimo step è organizzare un piccolo gruppo di aziende che vogliano presentarsi assieme sul mercato mondiale.

Chi vuole partecipare?

domenica 18 aprile 2010

Un nuvolone islandese blocca tutto

Anche noi di PLANETHOTEL.NET siamo stati colpiti dal nuvolone generato dal vulcano islandese, dal nome impronunciabile.
Aspettiamo per domani dei clienti dall'India, ma non arriveranno per via degli scali aerei chiusi.
Bisogna prenderla con filosofia?

Ieri a Venezia un "professore" ha detto quello che a noi immodestamente era chiaro da tempo: il settore MICE in caduta libera, il "business" in contrazione, specialmente di prezzo, il "leisure" americano e giapponese in crisi.
Il resto del leisure, specialmente italiano ed europeo tiene.
Bisogna guardare ai vecchi mercati europei in modo nuovo e ai nuovi mercati (India, Brasile) prendendo in mano la valigia e andando a cercare nuovi clienti.

Nuvoloni sul turismo e qualche sprazzo di sole.

venerdì 2 aprile 2010

Buona Pasqua

Auguri di Buona Pasqua.
In milioni se ne vanno per le autostrade cercando il modo di fare qualche giorno di ferie e spendendo poco.
C'è la crisi. Mi sembra che picchi piuttosto duro. Cosa fare allora?
Qualche milione di italiani si è dovuto fermare, stendersi sul letto a guardare il soffitto. Si aggiungono a quelli che sono fermi da sempre non perchè la natura non li abbia dotati, ma perchè pensano che uno stipendio gli sia dovuto.
Invece ci sono milioni di italiani che hanno oramai capito che lo stipendio non è un dovere darglielo.
Poi ci sono i signori imprenditori. Quelli che sono ricchi. Cosa fanno? Temo stiano facendo come i disoccupati. Stanno stesi sul letto a guardare il soffitto. Spero di sbagliarmi.

Ora secondo me è meglio che ci alziamo tutti a lavorare alla mattina, a fare qualcosa, perchè se prendiamo l'abitudine di non fare niente ci troviamo molto molto dimagriti.

C'è tutto un mondo da scoprire, e mi sembra che i signori imprenditori italiani siano assai impreparati. Io comunque mi alzo e lavoro... speròm.