lunedì 24 settembre 2012

Innovare anche l'ambiente urbano (antico)



La mia amica Josette mi manda questa fotografia del ponte di Calatrava a Venezia con - sullo sfondo - il grande parcheggio di piazzale Roma.
Nell'angolo di sinistra si vede una struttura in acciaio, un nuovo edificio che si affaccia sul Canal Grande, probabilmente l'unico edificio nuovo da sessanta o settanta anni a questa parte. A Venezia ci sono state e ci sono polemiche.

Quel nuovo edificio è l'ampliamento di un hotel.
Fare un edificio nuovo sul Canal Grande ci vuole coraggio.

Ma quale coraggio ci vuole da parte delle pubbliche amministrazioni, i proprietari, gli urbanisti e gli architetti a tenere immodificato il paesaggio delle nostre città turistiche di costa? Una teoria infinita di alberghini di poche stanze come si può vedere ad esempio viaggiando sulla costa tra Rimini e Milano Marittima, passando per Viserba e Igea Marina?

Da alcuni anni ce ne occupiamo con libri e convegni.
Credo che la crisi abbia prodotto l'opportunità di poter fare cose che prima non si sarebbero potute fare.

Il tema della qualità urbana e della trasformazione delle aree turistiche al mare è stato oggetto anche del dibattito tra il Ministro Gnudi e il presidente Errani.

Noi abbiamo delle idee, su cui abbiamo già scritto e su cui torneremo presto.


giovedì 13 settembre 2012

Se i NO diventano SI, progetto internazionalizzazione.


Chi la dura la vince

Questa è la storia di un insuccesso che si trasforma in un successo.

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All'inizio è un'idea, come al solito.
Mi occupo di consulenza alberghiera e di promozione di aziende fornitrici per il settore hotel e costruzioni in generale.

Le cose
vanno male, per tutti. Stamani un Presidente di importante cooperativa di costruzioni, mi dice testualmente "Fare ribassi di circa il 50%, senza margini, vuol dire strangolarci,... questo è un sistema malato" Lavorare per perdere è folle. E' la guerra dei poveri.

E allora un'idea...
facciamo un gruppo di aziende, ogni  azienda investe circa 6-8mila Euro, ed altri 6-8mila li mette la Regione Emilia Romagna, e li usiamo per un ampio programma di promozione del design italiano verso l'estero.

L'unione fa la forza.
Va bene.

Dico: le cose in Italia
non funzionano perchè spesso franano sul volontariato.
Allora propongo: "Mi metto a disposizione, con un piccolo compenso fisso, più un compenso variabile, niente volontariato. Budget di spesa condiviso, trasparente, obiettivi da raggiungere, premi se si raggiungono"

Invito un po' di imprenditori ai primi di luglio.
Quattro ci stanno. Lavoriamo in luglio ed anche in agosto. In tutto dedichiamo cinque lunghe riunioni, definiamo un programma e lo presento ad un gruppo di circa 20 aziende medie e piccole, tre quattro anche grandi.

Individuo anche un
ottimo consulente che sa come organizzare la parte burocratica della domanda regionale. Non solo, ma ha anche una fitta rete di corrispondenti e di uffici propri in giro per il mondo. Riunioni, in luglio, in agosto, viaggi e riunioni in settembre.

Ecco
le risposte di alcuni:

Gentile Dott. Zanini,

ho parlato con i miei titolari che, presi da altre situazioni particolarmente impellenti, non sono particolarmente interessati al progetto.
La ringrazio comunque per il tempo dedicatoci.
Ringrazio, ma non gli ho nemmeno parlato ai titolari... ma!

La ringrazio per l’informazione, ma trovandoci in piena fase di ristrutturazione commerciale italiana ed estera non siamo in grado di darVi una risposta in così breve tempo. Tenga peraltro conto che la ns. Azienda è già presente in vari mercati esteri con strutture proprie dedicate o accordi di promozione esclusiva.


Capisco che stanno ristrutturandosi. Le cose vanno male, lo sappiamo. Però cosa dice questo AD? Dice che hanno già distributori... dove? Turchia, Libano, Paesi del Golfo? E quindi un'azione di promozione e commercializzazione non vi serve?
Il mio obiettivo è trovare lavoro per tutto il gruppo: falegname, finestre, vacuum cleaner, porte, piscina, centro benessere, illuminazione, ....
Un concetto nuovo. Forse troppo complicato per qualcuno che sta ristrutturando l'azienda. Il fatto che in Italia non abbia mai funzionato con successo, vuol dire che non possiamo provare?
Senza alcuna ironia. E' un momento davvero duro. Però si tratta di un piccolo investimento, che è come una valanga, inizia pian piano. Chi mi conosce sa cosa so fare.

Un altro.


E’ vero che senza investire non si ottengono risultati, ma noi di investimenti ne facciamo continuamente, ne è la prova il nostro progetto in Brasile per il quale stiamo facendo un grosso sforzo economico.

L’iniziativa è interessante, ma in questo momento non possiamo fare altri investimenti che non portano ritorni “quasi immediati”, pertanto le dico che non aderiamo ma le facciamo una proposta, se riuscirete (e ve lo auguriamo) ad attivare questo gruppo e iniziate ad ottenere lavori concreti da fare, siamo disposti ad aggregarci in un secondo momento, consapevoli che non avremo il rimborso dalla regione.


Dunque, dunque... gli agenti che vanno in giro per il mondo e portano lavori vanno bene. Ma dai! Io volevo fare un programma di promozione con un budget di circa 1,2 milioni in tre anni, di cui il 50% pagati dalla Regione e voi mi proponete di fare da me, con i miei soldi? Putroppo non riesco ad investire 1,2 milioni da solo, proprio non posso.


Ti ringrazio per il coinvolgimento e per la possibilità che ci hai proposto.
Mi dispiace però doverti comunicare che ad oggi abbiamo deciso come XXXX  di non aderire alla vostra iniziativa .
In futuro potremmo eventualmente valutare altre opportunità che dovessero profilarsi .


Oeeee, ragassi.

Questi mi hanno sempre detto quanto sono bello e quanto sono bravo. Da anni.Mai vista una lira e vogliono anche essere informati delle "novità"

[Ecco la novità, sto aspettando l'erogazione di un finanziamento deliberato per far partire un hotel di 84 camere, pensi che sia interessante?]

Ad un piccolo imprenditore che stimo molto
ho chiesto perchè prendessi solo dei no. Ecco la sua risposta... molto interessante:

Simpatia per simpatia,
ritengo che ci siano varie cause che concorrono: il mio parere è che la sfiducia nell'ente pubblico per noi imprenditori è totale per cui qualsiasi azione da esso finanziata fa pensare a qualcosa di sprecato. Gli imprenditori preferiscono fare da soli aiutandosi tra loro ma senza aiuti dallo stato e su azioni mirate


Quindi la disistima dell'ente pubblico
è maggiore della stima che provi per me? Quanti guai fa questo ente pubblico!
Inoltre due dei quattro imprenditori che avevano dato avvio al progetto, vedendo che non si aggrega nessun altro, iniziano ad avere dubbi e pensano di lasciar perdere.

Ecco quindi che sono molto demoralizzato, ho lavorato per due mesi, ho fatto chilometri e chilometri  che nessuno mi ha pagato (scusate, il gasolio non me lo regalano) credendo
nell'idea che si possa portare in giro per il mondo il meglio del design per l'hotel ed il contract italiano, e invece ho fallito.

Cosa fare?
Mollo? Non sono il tipo. Ho la testa dura.

Chiamo il consulente che prepara la pratica e gli dico
"dobbiamo iniziare" in qualche modo. Non deve essere una sconfitta.
Mi dice che c'è un piccolo gruppo di imprenditori che ha fatto un progetto simile.

Bene. Ci aggreghiamo in due o tre... e poi vediamo.

Fermarci no.

Sorpresa... mi chiama un'azienda che prima mi ha detto no, e adesso?
Miracolo? Dice sì? Si sono convinti.

Io l'ho sempre detto,
i no sono sì ed i sì sono no. (era ed è così anche con le ragazze)

Quindi? All'inizio di questo post ero demoralizzato.

Adesso invece sono contento. In un'ora è cambiato tutto. Il progetto parte.

A sera mi chiama anche la direttrice marketing di una bella azienda media, con 35 milioni di fatturato e un marchio bello e noto, e mi dice che sì, entrano anche loro.

Pensavo di essere solo, adesso
ho già cinque aziende. Per fare il progetto me ne servivano sei. Altrimenti ci aggreghiamo ad un altro gruppo. L'importante è partire.

Chi vuole
partecipare ha ancora tempo fino a lunedì per aderire.
Caratteristiche: aziende dell'Emilia Romagna, fino a 50 milioni di fatturato, che vogliano investire 10-15mila Euro (in più di quanto già non investano) sull'estero (iniziamo dalla Turchia e paesi del Mediterraneo).

L'invito è aperto a tutti, anche a quelli che hanno detto no. Restare fuori penso che sarebbe un errore.

Quindi chiamatemi domani Venerdì 14. 

Per le altre aziende, quelle più grandi o quelle che hanno sede fuori dall'Emilia Romagna, un po' di pazienza,  troveremo il modo per farvi diventare sponsor dell'iniziativa.


Tutti avranno vantaggi.


Lunedì incontro gli imprenditori del Bahrain con entusiasmo.


Ho mandato un messaggino a mia moglie che mi ha risposto 

Chi la dura la vince.
















sabato 1 settembre 2012

Vieni ad investire in Italia, o no?

Scorrendo "Scarsa occupazione e declino del paese" di Massimo Famularo ho trovato una interessante tabella elaborata dal World Bank, che racconta in modo sintetico quanto è facile per un investitore lavorare in un determinato paese.

Credo che la lettura di questa tabella possa orientare le decisioni più semplici di migliaia di potenziali investitori, soprattutto nel turismo.

Leggete la tabella, Ranking of Economies - Doing Business e certamente non vi stupirete a vedere che l'Italia è al 87° posto nella classifica mondiale. Tanto per capirci lì intorno ci sono Zambia, Mongolia, Fiji, Namibia.

Ai primi posti i Paesi dove vorreste che vostro figlio emigri... Nuova Zelanda, Stati Uniti, Danimarca, Norvegia, Gran Bretagna. La Germania è 19°, La Francia 29°.

"Dealing with contruction permits" l'Italia cade al 96° posto in classifica mondiale. L'Ikea (che è l'Ikea) si è scottata le dita. Ma anche Sir Rocco Forte che ha voluto il bellissimo investimento di Verdura Resort in Sicilia.

Siamo al 98° posto per la facilità ad ottenere credito, ma forse quel che è peggio al 109° posto per ottenere l'energia elettrica (stiamo parlando di impiantare una fabbrica, mica di parcheggiare una roulotte).

Siamo al 158° posto per "Enforcing Contracts". La situazione disastrosa della nostra giustizia è nota in tutto il mondo. E voi (tu?) andresti a stabilire la tua azienda in un paese dove se litighi con qualcuno non ottieni giustizia?

A leggere queste statistiche capisco perchè il mio amico Marco, e molti come lui, se n'è andato nella scorsa primavera.

E' andato in Australia, che sta al 15 posto generale. E' arrivato lì ed ha aperto la sua nuova società (L'Australia è al 2° posto nel mondo per aprire una start up). Aveva un po' di soldi con sè, ma ha anche ottenuto sufficiente credito (l'Australia è all' 8° posto).

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C'è quindi qualcuno che si meraviglia al leggere queste statistiche?
Qualcuno che dice "no!" non è vero? Non sono questi i problemi del paese?
Qualcuno che pensa sinceramente che l'immagine che ne esce dell'Italia è deformata?

Cosa c'è da fare è chiaro. E per molti me compreso è chiaro da troppi anni. Oltre a lamentarci di quello che hanno fatto quelli che abbiamo votato, oggi si tratta di chiedere a chi voteremo di affrontare seriamente questi problemi.






domenica 5 agosto 2012

La politica turistica fatta dai comandanti dei vigili

Filippo Donati, presidente nazionale di Asshotel, albergatore di Ravenna e caro amico, su Facebook ha postato la seguente immagine, accompagnata da una frase di scherno per la cliente che è stata irritata dal comportamanto dei vigili verso i vu comprà in spiaggia.




Ecco cosa gli ho risposto:

Caro Filippo. Ribadisco un concetto semplice semplice...se vado al mare NON VOGLIO essere testimone di un'aggressione, per quanto motivata, a chichessia, soprattutto se questo sta vendendo qualche straccio.

Io ne sono stato testimone in spiaggia a Cesenatico lo scorso anno, e la pressione mi è andata a mille, che è esattamente il contrario dell'obiettivo delle ferie.

Poi se vuoi parliamo del modo in cui fanno i concorsi da vigili per la spiaggia, prendono dei palestrati che hanno sì e no la 5 elementare e gli danno la patente di vigile...(quelli che ho visto io).

Completo il ragionamento.

Per il turista l'Italia non è più il posto bello, gioioso, spensierato, dove passare delle belle ferie.
Putroppo le ragioni per avere il muso lungo le abbiamo (hanno) in molti. Però anche quando si va al ristorante si sentono le urla tra cuoco e cameriere provenire dalla cucina.

L'Italia è diventato il posto dove NON SI PUO' andare a torso nudo, praticare il nudismo (dove?), mangiare un panino sui gradini di una chiesa, bere birra di notte, usare le infradito (chi me l'ha detto?) ecc ecc.

Il Paese dei divieti. Noi siamo abituati a queste cazzate, i turisti no. Quindi... vogliamo eliminare i vu compà dalle spiagge della Romagna?  bene... chiudili in gabbia e buttali a mare, ma lontano dai miei occhi (ehi, scherzo!)


Il punto è che la politica turistica non la può fare il comandante della polizia municipale.

A San Lugano un paesino in prov. di BZ, subito prima di entrare in val di Fiemme arrivando da Ora, c'è il limite dei 50Km/ora (con autovelox) su una ampia strada in discesa.

TUTTI (facciamo un sondaggio?) quelli che vanno in vacanza a Moena e dintorni quando arrivano a casa trovano la multa di questo cazzo di paesino (mi scusino gli abitanti che suppongo molto carini.. però il loro unico vigile non lo è, visto che abbiamo violentemente discusso al telefono per mezz'ora)

Io facevo i 57Km/ora meno 5 di bonus, = 52Km/ora. Multa di 50 Euro.

Il Trentino spende milioni di Euro per portare turisti in montagna e questo paesino della prov. di BZ incassa per ogni auto da 50 a 170 euro o più.
So che la multa è arrivata anche a molti sindaci delle valli di Fassa e Fiemme, e che c'è stata una protesta di detti sindaci che capiscono come quelle multe siano esattamente il contrario di una corretta politica di promozione turistica... nulla.

Ecco quando mi sgolo e parlo di "prodotto turistico" coerente. Questo è un esempio. Bisogna mettere al centro il cliente. E lo sviluppo complessivo della zona.

Francamente a vedere tutte queste incoerenze relative al prodotto turistico mi arrabbio.

Immagino che molti possano pensare che i vu comprà in spiaggia disturbano, vero, così come non è bello vedere gente che gira a torso nudo per le strade d'estate, sarà, oppure che bere birra non educatamente seduti al bar ma per le strade di Roma disturba, credo di sì... ecc. ecc.

Io però mi chiedo - in generale - dove si va a finire con tutte queste ordinanze e divieti, e nello specifico che cosa pensano i nostri turisti di fare le vacanze in un posto dove rischi 3000 Euro di multa per aver comprato degli occhiali griffati da 5 Euro che probabilmente porti 3 volte e poi butti via.

Non so dare una risposta, pongo il problema, perchè le risposte date finora non mi sembrano molto utili all'industria turistica (e neanche a noi italiani in generale... ma possibile che io nato a Verona, non possa se ne ho voglia, sedermi su una panchina della mia città a mangiare un panino? Ovviamente raccogliendo tutte le cartacce)








sabato 4 agosto 2012

Nuotatore o Spadaccino?

TI PIACE L'ITALIA
DEL NUOTO 
O DELLA SCHERMA?

A Londra abbiamo visto le due facce dell'Italia.

L'Italia individualista, geniale, arrogante. Che se vince "sono bravo io" e se perde è colpa degli altri.

Poi c'è l'Italia dell'impegno, del gioco di squadra, del valore anche dell'ultimo arrivato (Luigi Samele, nel caso della sciabola, che ci ha regalato il bronzo)



Sui giornali vanno i nuotatori che strapitano e fanno le primedonne. Bravissimi quando vincono. Penosi quando perdono.
Anche nel business, come nello sport e in politica, belle donne un po' aggressive, niente a che vedere con le nostre compagne quelle che condividono con noi gioie e dolori.

Le medaglie quest'anno le hanno prese gli altri, gli spadaccini, quelli che sgobbano e fanno i fatti.
E le altre, quelle un po' meno belle, ma molto molto più concrete, affiatate, altruiste.

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Se questa crisi ci deve insegnare qualcosa è che dobbiamo essere un po' più come i nostri spadaccini.

L'economia di Germania e America (lasciamo stare quella cinese!) si fondano sul lavoro di squadra, sulla fiducia in chi guida, ma anche sulla partecipazione e adesione entusiasta ad un progetto.

Gli italiani invece? Se sono più di tre attorno ad un tavolo, ognuno tira da una parte diversa. Quando uno parla? Giù critiche. Alla fine della riunione? Nessun obiettivo per un passo successivo.


Forse tu caro lettore pensi che non è sempre così. Menomale. Non sempre.

martedì 5 giugno 2012

Dai, Gnudi, dai!!!

Sono certo che questa è una strada giusta da percorrere.
E' solo un primo passo... ma come si sa in montagna si fa un passo alla volta.

 TURISMO: CIRILLO (PD),DARE AGEVOLAZIONI PER RISTRUTTURAZIONI
- ROMA, 5 GIU -

"Chiediamo al ministro Gnudi di prevedere nel Decreto Sviluppo delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni per le strutture turistico/ricettive, come già avviene per i privati passando, dal 36% al 50% del costo degli investimenti con un limite di spesa massimo individuato dal Governo'.

Si tratta di uno dei punti che PLANETHOTEL.NET ha messo in agenda da mesi, e che oggi viene riproposto con forza dall'On. Cirillo.
Ovviamente non è un'idea di PLANETHOTEL.NET solamente. L'abbiamo condivisa con molti albergatori di buon senso, a partire dall'amico Filippo Donati.

E' uno dei temi che abbiamo messo in rilievo fin dai convegni dello scorso anno. E che è stato oggetto di uno specifico intervento nel convegno nazionale del 18 Novembre scorso a Bologna.

E' nostra convinzione che agevolare gli hotel che desiderano ristrutturare è un modo per far muovere l'economia italiana (edilizia e arredo).

Nel corso della nostra attività di supporto e project management per gli albergatori e gli architetti che si occupano di progettazione e ristrutturazione degli hotel, ci siamo fatti la convinzione che senza modifiche sostanziali alla legislazione sia fiscale che urbanistica, molti piccoli hotel sono destinati a chiudere per abbandono.


La richiesta rivolta al Ministro del Turismo, il bolognese Gnudi, adesso arriva dal responsabile Turismo del Pd, Armando Cirillo.

'E' una misura fondamentale - spiega - che consentirebbe non solo di dare una spinta generale all'economia, ma anche e soprattutto di rilanciare gli investimenti nel turismo riqualificando le strutture alberghiere italiane che devono raggiungere livelli di qualità elevata per competere. E' una misura che potrebbe essere utilizzata anche per consentire alle imprese ricettive di adeguarsi alle normative antincendio entro i termini stabiliti dalla legge. Sarebbe un segnale importante per il turismo italiano - conclude Cirillo - un comparto fondamentale della nostra economia che aspetta misure di questo tipo da tanto tempo'.

Sono d'accordo con Armando Cirillo, e lo ringrazio di aver postato il suo appello direttamente sulla mia pagina FB. Credo che nessuno possa dirsi contrario.
E' il caso di una norma condivisa, che fa bene al settore, all'economia, e all'Italia. Un pezzetto di quel "piano città" che il governo dovrebbe varare a giorni.

Chiedo anche ai deputati e senatori di tutti gli schieramenti di sostenere questa idea.

Gnudi, se ci sei.... fatti sentire.

Non è un intervento organico, ma un buon primo passo.