martedì 23 febbraio 2016

Non mi piace

Sarà il periodo particolarmente duro, o l'incapacità a sopportare le balle che da 30 anni ci vengono propinate, ma devo ammettere che mi trovo in difficoltà: non c'è quasi nulla che mi piaccia, che accenda il mio entusiasmo, che mi faccia guardare il futuro credendo in un miglioramento, in un successo, in una svolta.

A volte il timore di essere diventato un gufo mi fa riflettere.
Non vorrei essere un gufo.
Ma di certo non voglio essere un allocco, nè essere considerato tale.

Non mi piace:

a) la riforma costituzionale, con articoli illeggibili, e con decisioni (come sul senato) prese a metà
b) la buona scuola, mi sembra molto pavida e ancora troppo condizionata dai sindacati (e da assunzioni elettoralistiche di gente ignorante)
c) la riforma elettorale, sono decisamente a favore al doppio turno di collegio dove si scelgono le persone e non i simboli di partito e il leader padrone.
d) non mi piacciono gli 80 Euro dati a chi lavora e nulla a chi reddito non ha
e) non  mi piace lo sgravio contributivo dato solo a chi viene assunto in un anno (2015) e non una soluzione più di lunga veduta
f) non mi piacciono leggi fiscali che si contraddicono, e che nessuno sistema
g) non mi piace quello che non si fa per rilanciare il turismo italiano

... ora mi fermo, perchè l'elenco diventa troppo lungo.

Ho votato SC nel 2013 alle politiche. Monti ha davvero salvato l'Italia, ed ora la gratitudine dei suoi concittadini (anche Renzi) lo riempie di male parole, come fossero tutti dei Salvini qualsiasi.

Ho votato per due volte a fila Renzi alle primarie, perchè voleva #cambiareverso.

Infine ho votato PD alle Europee 2014, al colmo dell'entusiasmo per questo nuovo corso, che si è rivelato una corsa a salire sul carro del vincitore, la nuova DC con un padroncino.

Mi aspettavo che Renzi facesse un discorso calmo e pacato alla nazione: è un momento duro, ma per uscirne dobbiamo fare queste scelte, e il risultato che otterremo sarà questo.

Invece nulla. Tante promesse da marinaio, con risultati scadenti, nascosti a malapena da dati manipolati.

Mi dispiace. Sono diventato un gufo.

W BETTY

venerdì 29 gennaio 2016

Dipendenti non ne voglio

Mi chiama una gentilissima e giovane signora (scoprirò con due bambini piccoli), da un paesino di montagna, ma accessibile anche da una rinomata zona industriale, che desidera vendere il proprio ristorante con 11 camere.
Mi racconta che le cose vanno piuttosto bene, ma ha molto da fare, ora che ha anche il secondo figlio non ce la fa più. Il marito in cucina, lei lo aiuta in cucina e in sala, un aiuto al bisogno.

Prodotto di qualità, 60 coperti, mi par di capire che le cose vadano bene. Prezzi alti, clientela qualificata.
Le chiedo perchè invece di vendere l'azienda, non assumono un aiuto.

Rapidissima la risposta: "No, in Italia non si possono avere dipendenti"


giovedì 28 gennaio 2016

Turismo 2015, Italia va ma è lenta


Turismo 2015.
Ad integrazione di quanto scritto su Econopoly, ecco alcune conferme importanti.

Spagna, Francia e Italia restano le tre nazioni europee più turistiche.
(NB: mancano i dati britannici, che ci lasceranno stupiti)

La Spagna è anche la nazione che attrae più turisti stranieri (con 267,7 milioni di notti) seguita dall'Italia (con 190,8 milioni di notti) di turisti stranieri.
La Francia è seconda in clessifica generale, ma terza per turisti stranieri. Infatti Francia ha una forte componente di turismo interno, superiore a quello che ha l'Italia.

Nel 2015, il turismo della costa adriatica (Croazia, Slovachia) ma anche Romania e Repubblica Ceca, sono cresciuti a due cifre, così come Svezia, Norvegia e Macedonia.

La Francia è cresciuta del 2,8% (con la componente dei residenti, cresciuta più dei non residenti); la Spagna è cresciuta molto tra i non residenti (+ 6,6%, contro il + 3,1% dei residenti).

Come abbiamo avuto modo di notare l'Italia è cresciuta poco (+1,6%) tra i residenti, e un po' di più tra i non residenti (+2,1%).

Per il nostro Paese si conferma quanto già scritto altrove: EXPO ha funzionato molto poco per attrarre turismo estero e ha cannibalizzato turismo interno.

Da segnalare il tonfo del turismo dei non residenti in Bulgaria (in relazione col turismo "povero" della Russia).

Fra 12 mesi vedremo se il mio Oroscopo del turismo, sarà confermato










fonte




martedì 12 gennaio 2016

LINKIS

C'è una APP molto fastidiosa, che si intrufola senza che ce se ne accorga.
Si chiama LINKIS e modifica i link che noi vogliamo condividere con i nostri amici di Twitter.
Praticamente funziona come un virus, te lo prendi quando apri inavvertitamente un link come questo

cioè con  ln.is/www.....

Io sopra quei link non clicco, e mi è noto che non cliccano molti dei miei amici tuitteri.

Ma come si fa a inibire quella app?
Putroppo non è immediatamente intuitivo.

Si deve
1. aprire Twitter da PC
2. cliccare sulla vostra fotografia (sulla barra in alto) e scorrere il menù fino a Impostazioni.
3. nel menù di sinistra cliccare su App
4. Individuata la App Linkis ... revocarle l'accesso.

Grazie chi vorrà farlo.





venerdì 1 gennaio 2016

#concertodicapodanno

Concerto di Capodanno

Anche quest'anno la RAI ha trasmesso il Concerto di Capodanno in differita.
Quale? Quello di Vienna, quallo che viene trasmesso in diretta da 90 stazioni televisive in tutto il mondo.
L'unico concerto di Capodanno.

Capita da qualche anno, che al suo posto venga trasmesso in diretta, il concerto di capodanno di Venezia dal Teatro La Fenice, che io amo perchè ero frequentatore assiduo del loggione da studente durante gli anni Settanta.

Il concerto di Vienna ha avuto origine ben 75 anni fa, e da almeno 40 anni lo ascolto (alla radio e poi in TV) ogni primo dell'anno.

E' un evento quantomeno di valenza europea, che io ho guardato grazie alla TV tedesca ZDF, mentre la RAI trasmetteva il concerto de La Fenice, che promuoveva su twitter con l'hashtag #concertodicapodanno, mostrando per intero la sua coda di paglia e l'intento competitivo.



Quando italiani provincialotti decidono di "essere diversi", rinunciare all'abbracico di oltre 90 TV che trasmettono l'unico vero #concertodicapodanno per trasmettere in solitaria un concerto perchè "italiano", io chiedo di fermare il mondo e farmi scendere.

Dal sito della Wiener Philarmoniker si scopre inoltre che quest'anno (per la prima volta, #zzo #zzo) i fiori non vengono più da San Remo come gli anni scorsi,  ma
" marked the premiere of a new co-operation between the Vienna Philharmonic and the Vienna Parks and Gardens department" e così, gli Austriaci, molto orgogliosi, "The New Year’s Concert is a highlight in the floral industry and provides a unique opportunity to present the great mastery of Vienna’s gardeners to an international audience"

Io sono convinto che la diffusione su scala internazionale di un concerto (soprattutto se la musica non è musica molto colta, per pochi appassionati, ma per tutte le orecchie) è uno strumento meraviglioso per veicolare il turismo.

Però non si deve partire con la logica del me too. Lo faccio anch'io. 
Bisogna  darsi una strategia e rendere l'evento unico (ed unico un evento "me too" non può esserlo).
Legare il concerto da un evento straordinario (come la Festa della Sensa o il Redentore) diverso dal primo dell' anno che è già presidiato da Vienna, con successo da 75 anni, e proporlo a livello internazionale come evento unico e prestigioso. autentico, inimitabile, che si può godere a casa in poltrona, così come visitando i luoghi.

Insomma, mettendoci coraggio, visione e coerenza, cosa che i dirigenti RAI ed i cultori del turismo italiano non hanno mostrato negli ultimi 30 anni.

P.S. = Probabile che i Viennesi avrebbero comunque cambiato il fornitore dei fiori, certo che San Remo ci rimette. Non sappiamo quanto anche queste vicende televisive abbiamo influito. Si chiama strategia, fare squadra, fare sistema. Quello che noi riusciamo sempre a perdere. Buon primo dell'anno. Chi ben comincia è a metà dell'opera.

PPS = Sembra che il concerto di Vienna manchi dalla nostra TV dal 2003. Forse non mi ricordavo che era passato tanto tempo perchè quest'anno è il primo anno che non scio.

Sembra che gli ascolti del Concerto di Capodanno siano negli ultimi 10 anni calati: dall'ultimo concerto di Vienna trasmesso in diretta 2003 (6,5 milioni di ascolti), a quello del 1 gennaio 2015, da Venezia con un calo di spettatori a 4,151 milioni, e solo 2,8 per il concerto di capodanno di Vienna in differita.










venerdì 18 dicembre 2015

Tax Credit Turismo andrebbe ripensato

Potrei iniziare raccontando dell'unica volta che chiesi un contributo pubblico per una attività nascente (oggi l'avremmo chimata start up). Era il 2003, l'idea era buona, l'investimento era (per me) "importante" (circa 160.000 Euro) e il bando provinciale ex L.11 prometteva ben il 50% di quanto si investiva.
La "mia" idea venne considerata molto promettente, così finii primo in graduatoria.
Peccato però che la logica con cui si muovono i politici sia quella di distribuire a pioggia quanti più soldi possibili, e alla fine mi erogarono solo il 19% dell'investimento (circa 30.000 € invece dei previsti 80.000 €) e questo ebbe conseguenze sulla cassa della NewCo (ricordo che mi arrabbiai molto perchè diedero ad una Società per azioni qualche migliaio di Euro per due computer).

Da quella logica non si discostano nemmeno le leggi per il Tax Credit del Turismo di cui qui esamino le graduatorie.

Digitalizzazione

Il contributo per la digitalizzazione degli hotel è stato richiesto da 1893 soggetti, ma solo 121 hanno richiesto il massimo del "tax credit" previsto dalla legge. Ci sono state moltissime richieste per importi minimi, che hanno permesso di ottenere un credito per interventi assai modesti.
Ad esempio un importante hotel di catena del centro di Milano richiede un credito di imposta di € 350,13
Così come il primo a presentare la richiesta di credito d'imposta ha richiesto 539€.
La logica del decreto è stata quella di permettere a tutti (ma proprio a tutti) i richiedenti di ottenere un minimo contributo. E alla fine sembra che una parte importante di contributi non verranno utilizzati per mancanza di domande.

Viene da chiedersi quale fosse il fine del decreto e se l'abbia raggiunto.

Riqualificazione

Oggi ho potuto vedere anche le graduatorie del Tax Credit per la Riqualificazione delle strutture turistiche.
Avevo già segnalato quelli che mi sembravano i limiti del sistema di tax credit come era stato impostato dal governo.
E immancabilmente dobbiamo verificare che le previsioni si sono confermate.

In quell'articolo infatti avevo scritto che il decreto appariva deludente perchè:

"a) prevede un limite (di 660.000 €) alla deducibilità dell’investimento che va molto nell’ottica del “piccolo è bello”, mentre le strutture che più hanno bisogno di rinnovo sono quelle più grandi
b) prevede un importo globale di operazioni finanziate a nostro parere troppo limitato in relazione all’esigenza di rinnovo che abbiamo in Italia
c) Utilizza il sistema del click day (e cioè si finanziano i primi… cento che nei primissimi minuti riescono ad prenotare il finanziamento, quando si apre la gara e la corsa al finanziamento, molto simile al Musichiere se non fosse fatto in via elettronica). Cioè prima si fanno gli investimenti e dopo si sa se si ottiene il finanziamento."


Ecco quindi i risultati:
Nel giorno del click day sono state presentate la bellezza di 718 domande (accolte). Di queste 676 (il 94%) sono state sotto i 100 mila Euro di credito richiesto.
Molte di quelle domande fatte sono state sensibilmente al di sotto dei 100 mila Euro, e ben 339 (il 47%) sotto i 10.000 Euro, il che è francamente ridicolo (non è proprio tutta colpa del governo ma anche degli imprenditori).

Solo 42 domande sono risultate superiori ai 100.000 € e di queste solo 12 (pari all' 1,6%)  per il massimo previsto dalla legge del de minimis e cioè 200.000 €.

Si noti che ben 481 domande (circa il 67%) non sono state accolte per l'intero della somma richiesta, perchè contenevano una quota eccessiva di spesa per arredo.

Considerazioni generali

Che considerazioni trarre da questa esperienza (limitata ovviamente al primo anno).

Hanno presentato la domanda tutti quelli che hanno fatto qualche lavoretto in hotel, sia esso la ristrutturazione completa come il l'Excelsior Gallia il bellissimo hotel di proprietà qatarina di fianco alla stazione di Milano (uno dei 12 colla richiesta massima) sia il piccolo hotel con richieste da 915 € o 777 €.

Il legislatore voleva, con questa norma, favorire la riqualificazione degli hotel meno belli? Ci è riuscito?
Ovviamente la risposta è no, perchè i lavori per cui si è fatta la richiesta di Tax Credit sono stati quelli che comunque sarebbero stati fatti.

Questa norma ha avuto l'effetto di produrre una crescita del settore costruzioni e arredo? Ancora una volta è evidente che la risposta sia no.

Da questa esperienza il legislatore dovrebbe trarre un paio di suggerimenti, in linea peraltro con quanto andiamo proponendo da anni.

a) Privilegiare chi fa i lavori più importanti. In questo modo si incentivano gli imprenditori che vogliono investire nell'ammodernamento delle strutture, prevedendo che la graduatoria sia stilata prima in base all'importo e poi in base all'ordine di presentazione.

b) Aumentare la quota di Tax Credit per l'investimento in arredi, questo avrebbe un effetto positivo anche sull'industria del mobile.

c) Infine si dovrebbe dare un impulso anche alle strutture che diventano più grandi, o che offrono servizi migliori. Secondo TrustYou  i clienti degli hotel milanesi che sono venuti in Italia nel periodo di Expo hanno portato a casa un sentiment negativo a causa di questi elementi, che dimostra come ci sia molto da fare per qualificare le strutture alberghiere

Chiaramente non tutti gli hotel hanno una valutazione così negativa, ma qui si mostra la media, ricavata da oltre 300mila recensioni di 270 strutture milanesi.

E nessuno se la prenda per il dato, piuttosto gli albergatori (ed i ministri) pensino a come correggere questa situazione, visto che fra quelche mese Google, pubblicherà la valutazione di TrustYou di ogni hotel, di ogni città, e di ogni destinazione.
Così i turisti, prima di prenotare, verificheranno il voto dato da una fonte credibile e accreditata, allora sì che saranno guai.

Per questo motivo da anni insistiamo perchè il governo metta al centro della sua politica di incentivi la riqualificazione degli hotel. L'ha fatto. Ora serve un po' di fine tuning per mirare meglio l'obiettivo.




























giovedì 17 dicembre 2015

Verybello @Verybello


Ricordo la polemica incredibile seguita al lancio di @verybello.
E oggi provo a controllare su Twitter.
1011 tweet dal 1 maggio.
4578 followers

This is it.
ora è chiaro che non si può sempre sparare sulla crocerossa, però pretendere un minimo di professionalità nel fare le cose con i soldi pubblici sì.